L’Italian Jazz Orchestra è un’orchestra che si propone di sviluppare il concetto di Third stream, termine coniato da Gunther Schuller per definire un jazz contaminato con la tradizione colta contemporanea europea e aperto all’apporto di altre realtà musicali extra jazzistiche. Ibridazione e contaminazione fra le culture, attraverso la musica potrebbe essere la mission che definisce questo progetto.

Oltre a questo si è messo a confronto e fatto dialogare mentalità e competenze musicali che in Italia nella maggior parte dei casi rimangono separate, collaborano infatti in questa orchestra musicisti di estrazione puramente classica, puramente jazzistica e musicisti nella maggior parte dei casi che hanno sviluppato il proprio linguaggio percorrendo altre strade.

 

Sotto questo punto di vista l’I.J.O, composta da un gruppo di archi (violini, viole e violoncelli), quattro saxofonisti (che suonano anche clarinetti e flauti), due trombe e un trombone, una sezione ritmica composta da pianoforte, chitarra, contrabbasso e batteria/percussioni ed inoltre un ulteriore solista, Fabrizio Bosso alla tromba, si pone come assoluta novità in campo nazionale trovando forse corrispettivi europei con l’orchestra e la big band della radio WDR di Colonia.

 

Questo progetto è nato nel 2011 all’interno dell’Associazione Musicale Bruno Maderna dalla collaborazione fra Fabio Petretti e Luigi Pretolani che dopo varie esperienze maturate sia in campo jazzistico che classico, per il primo da musicista per il secondo da manager con anni di studi classici sulle spalle, sono riusciti a riunire i musicisti/solisti più interessanti e versatili in campo nazionale. Questa condensazione di talenti si pone come una novità assoluta in campo nazionale e cercherà di diventare un punto di riferimento per altre produzioni musicali che abbiano l’intento di sperimentare nuovi orizzonti.

 

Il battesimo di questa orchestra è avvenuto con la composizione “Crytral Wall Jazz Suite”, scritta da Fabio Petretti fra il novembre 2010 e il gennaio 2011 su misura per questa orchestra. Essa infatti fonde melodie e linguaggi che si ispirano a varie culture, e cerca d’infrangere i muri spesso invisibili che non permettono il dialogo fra le culture.

Crytral Wall Jazz Suite è una sequenza di brani/danze che si articolano all’interno del concetto “classico” della forma che però troveremo organizzate e realizzate in modo inusuale. In essa passano in rassegna: dall’arabesque alla pavane, dal tango al vazer, con un momento musicale definito dall’autore “Spartito Democratico”, nel quale i componenti dell’orchestra dialogheranno “liberamente” utilizzando e manipolando melodie e ritmi dati, il tutto condito con il linguaggio unificatore dell’improvvisazione.

L’apporto compositivo e improvvisativo in questa operà ha pari dignità e spazio.

 

Luigi Pretolani spiega bene alcune delle peculiarità del progetto nato anche grazie allo studio delle esperienze all’estero. “E’ una sfida grande perchè in Italia non c’è specializzazione in strumenti classici come archi e legni assolutamente non abituati a suonare il Jazz. In Germania invece ci sono orchestre classiche che suonano brani jazz in lettura o in una prova con grande padronanza della materia”.

Una novità? “Gli archi impegnati in soli Jazz”.

 

Ibridazione e contaminazione fra le culture e contatto tra stili spesso considerati opposti sono la proposta che gli ideatori del progetti fanno per rinvigorire il triste panorama della musica Classica italiana che ha perso la sua centralità nel mondo.

 

Lo spessore della formazione e del progetto sono una novità assoluta tra le eccellenze del panorama nazionale.

 

 

 

Italian Jazz Orchestra è un progetto di

Luigi Pretolani e Fabio Petretti

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