Progetto 2012

Giovedì 17 Maggio 2012
Teatro Diego Fabbri ore 21.00

ENRICO PIERANUNZI
PERPIANOEORCHESTRA

ENRICO PIERANUNZI pianoforte
PAOLO SILVESTRI direzione e arrangiamenti

ITALIAN JAZZ ORCHESTRA

Fabio Petretti direzione artistica

Canzone di nausicaa (Pieranunzi Silvestri)
Nuovo Cinema paradiso (Morricone Silvestri)
Saltarello (Trovajoli Silvestri)
Una piccola chiave dorata (Pieranunzi Silvestri)

Concerto Per Piano e Orchestra per E. Pieranunzi

    • Seaward Primo tempo  (Pieranunzi Silvestri)
    • Silence Waltz Secondo tempo  (Pieranunzi Silvestri)
    • Là è la vita Terzo tempo  (Silvestri)

Third Stream è un termine coniato nel 1957 dal compositore Gunther Schuller per descrivere un genere musicale che è una sintesi fra la musica classica e il jazz. Il movimento artistico che nacque e la produzione musicale che ne conseguì fu un’esperienza molto interessante che purtroppo non ebbe molto successo, probabilmente perché nasceva dalle esigenze espressive di un piccolo gruppo di musicisti particolarmente colti senza però incontrare i gusti del pubblico dell’epoca. È rimasta quindi nella memoria degli appassionati di jazz come un’avventura artistica molto bella ma considerata utopistica e irripetibile.
Ciò che sta accadendo oggi sembra contraddire questo pensiero. Infatti le iniziative che uniscono il jazz e la musica classica si stanno moltiplicando. Spesso si organizzano concerti che hanno questo orientamento e nascono formazioni strumentali nuove adatte a realizzare questa fusione. Non è più un’esigenza di un gruppo di intellettuali, ma è una pratica diffusa che nasce “dal basso”, come se i musicisti stessi non sopportassero più di essere catalogati in un unico genere. Fino a qualche anno fa avere l’opportunità di incontrare una formazione classica, come ad esempio un quartetto d’archi, che abitualmente suonasse musica che ha a che fare con il jazz o “moderna” in generale era difficile, mentre oggi è diventato normale. Invece è diventato strano incontrare un giovane jazzista che “si è fatto da sé”, che suona “ad’orecchio”, che non sa leggere uno spartito, perché di solito ha una solida formazione accademica, ed ha probabilmente studiato anche il repertorio classico. In quasi tutti i conservatori ci sono corsi di jazz frequentati da molti studenti e in alcuni il numero di allievi dei due generi addirittura coincide. Persino i teatri dell’opera, un tempo baluardo della tradizione, stanno iniziando ad aprirsi a questi nuovi connubi, anche se ancora piuttosto raramente. Anche il pubblico è cambiato. La diffusione delle informazioni attraverso internet e ciò che oggi si definisce globalizzazione, i fenomeni di immigrazione che ci avvicinano a culture e tradizioni diverse hanno modificato i gusti musicali, rendendo accettabile, comprensibile e consueto ciò che un tempo non lo era.
La fusione dei generi musicali è quindi un fenomeno ormai diventato ‘naturale’, un territorio musicale nuovo e affascinante, che ha bisogno di nuova musica scritta, di un nuovo repertorio. Diversi compositori ed arrangiatori hanno oggi questo obiettivo.
Da parecchi anni ho orientato la mia ricerca in questo senso con organici di generi differenti, come ad esempio un quintetto di jazz e una formazione classica da camera, una big band e un coro misto tradizionale, o più semplicemente un solista improvvisatore accompagnato da un’orchestra sinfonica. In questo concerto l’Italian Jazz Orchestra fornisce un’opportunità in più perché, oltre ad essere una formazione stabile, è composta da musicisti che hanno nella versatilità la loro caratteristica principale, sapendo improvvisare e interpretare musica scritta con grande naturalezza.
Ancora una volta ho l’opportunità di presentare un concerto per strumento solista e orchestra, alla ricerca di un equilibrio tra improvvisazione e scrittura, con uno straordinario musicista come Enrico Pieranunzi, pianista e compositore, grandissimo jazzista e interprete classico (si ascoltino le recenti produzioni discografiche su Domenico Scarlatti). Saranno eseguiti per la prima volta brani originali e arrangiamenti composti per l’occasione. Voglio ricordare che Enrico è stato molti anni fa mio insegnante di pianoforte ai corsi di Siena-Jazz. Quegli incontri sono stati per me un momento fondamentale che mi ha formato e guidato successivamente nella mia ricerca come compositore e arrangiatore, e ciò rende per me la realizzazione di questo concerto particolarmente emozionante e significativa.
Paolo Silvestri

ENRICO PIERANUNZI
Nato a Roma nel 1949, Enrico Pieranunzi è da molti anni tra i protagonisti più noti ed apprezzati della scena jazzistica internazionale.
Pianista, compositore, arrangiatore, ha registrato più di 70 Cd a suo nome spaziando dal piano solo al trio, dal duo al quintetto e collaborando, in concerto o in studio d’incisione, con Chet Baker, Lee Konitz, Paul Motian, Charlie Haden, Chris Potter, Marc Johnson, Joey Baron.
Pluripremiato come miglior musicista italiano nel “Top Jazz”, annualmente indetto dalla rivista “Musica Jazz” (1989, 2003, 2008) e come miglior musicista europeo (Django d’Or, 1997) Pieranunzi ha portato la sua musica sui palcoscenici di tutto il mondo esibendosi nei più importanti festival internazionali, da Montreal a Copenaghen, da Berlino e Madrid a Tokyo, da Rio de Janeiro a Pechino.
A partire dal 1982 si è recato numerose volte negli Stati Uniti dando concerti in varie città tra cui New York, Boston, San Francisco.
Di rilievo la sua partecipazione a Spoleto Festival Usa 2007 (Charleston, North Carolina) che ne ha voluto dare un ritratto completo proponendolo in concerti di piano solo, duo e trio.
E’ l’unico musicista italiano di sempre ed uno dei pochissimi europei ad aver suonato e registrato (luglio 2009) nello storico “Village Vanguard” di New York.
La prestigiosa rivista americana “Down Beat” ha incluso il suo cd “Live in Paris”, in trio con Hein Van de Geyn e André Ceccarelli (Challenge), tra i migliori cd del decennio 2000/2010.
E’ stato scritto di lui:
 “Pieranunzi è un pianista di intenso lirismo, in grado di swingare con energia e freschezza e, nello stesso tempo, di non perdere mai la sua capacità poetica. La sua musica canta” . (Nat Hentoff)
“Enrico Pieranunzi immette nuova linfa nel jazz contemporaneo” (Ray Spencer, Jazz Journal)
“Ricordate il suo nome, perdetevi nella sua musica (Josef Woodard, Jazz Times).

PAOLO SILVESTRI
Compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra, pianista, da molti anni sperimenta l’incontro di linguaggi differenti coniugando il jazz e la musica contemporanea con le tradizioni musicali popolari di tutto il mondo. Diplomato in pianoforte presso il Conservatorio N. Paganini di Genova nel 1983 con il massimo dei voti, è stato allievo dei corsi di Composizione e Analisi del Teatro Musicale tenuti da Sylvano Bussotti presso la Scuola di Musica di Fiesole dal 1981 al 1985. Nel 1985 ha vinto il 1° Premio al Concorso Internazionale di Composizione e Arrangiamento per Orchestra Jazz di Barga sezione Composizioni Originali. Nel 2011 gli è stato assegnato il “Premio Alla Carriera 2011” 20° Festival Musicale del Mediterraneo.
Ha recentemente ultimato le registrazioni del suo nuovo disco intitolato Agora Ta’ con la cantante Barbara Casini e con l’Orchestra Jazz della Sardegna, gli arrangiamenti per il nuovo disco di Sergio Cammariere, le musiche dello spettacolo teatrale “Tinello Italiano” da Altan di Giorgio Gallione con la compagnia Teatro dell’Archivolto di Genova con cui collabora dal 1986 e dello spettacolo “Look Up America” di Marco Melloni con Ugo Dighero.
Nel 2010 ha diretto al Maggio Musicale Fiorentino un proprio lavoro intitolato Gershwin’s Songs, arrangiamenti di brani di George Gershwin per quintetto jazz e orchestra sinfonica, con la partecipazione del quintetto di Enrico Rava; ha diretto la WDR Big Band, una delle più prestigiose big band europee, solisti John Taylor e Diana Torto, musiche di Kenny Wheeler e J. Taylor, 24. Internationales Jazz Festival St. Ingbert (Germania), in diretta radiofonica europea.
Dal 1996 collabora con Enrico Rava come arrangiatore realizzando fra l’altro lavori per orchestra sinfonica e gruppo jazz. Come compositore, arrangiatore e direttore ha realizzato il disco intitolato Concertone con Stefano Bollani e l’Orchestra Regionale Toscana presentandolo in concerto in molte città italiane.
Ha realizzato gli arrangiamenti per due pianoforti e voce per lo spettacolo Un Certo Signor G su musiche di Giorgio Gaber interpretato da Neri Marcorè che ha vinto il BIGLIETTO D’ORO per la stagione 2007/2008.
Nel Luglio del 2005 presenta all’Auditorium di Roma un nuovo progetto che prevede contemporaneamente il Quintetto di Enrico Rava e il Paolo Silvestri Ensemble.
Nel 2005 ha composto un’elaborazione di ROMEO E GIULIETTA di Prokofiev per due pianoforti e due percussioni eseguita in numerosi teatri italiani da Andrea Lucchesini, Pietro De Maria, Andrea Dulbecco, Maurizio Ben Omar.
Svolge attività come direttore d’orchestra realizzando programmi di musica propria e di altri come il balletto CORTO MALTESE di Paolo Conte, dirigendo importanti orchestre tra le quali si ricordano l’Orchestra Del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra Regionale Toscana, l’Orchestra Arturo Toscanini.
Ha pubblicato per Abeat un disco di piano solo di proprie composizioni intitolato Picnic Sulla Luna che contiene anche i brani che compongono la colonna sonora del film di Peter Del Monte Nelle Tue Mani presentato al Festival di Torino uscito nelle sale nel marzo 2008.
Ha composto 19 colonne sonore di film sia per il cinema che per la televisione tra i quali si ricordano: per il cinema IL COSMO SUL COMO’ con Aldo, Giovanni e Giacomo, NELLE TUE MANI regia di Peter Del Monte, CONTROVENTO regia di Peter Del Monte, PEGGIO DI COSI’ SI MUORE con i Broncoviz, BIMBA regia di Sabina Guzzanti.
Ha composto le musiche per più 70 spettacoli teatrali, musicali, di danza e di teatro per ragazzi, molti dei quali prodotti dal Teatro dell’Archivolto di Genova, con cui collabora dal 1987, con la regia di Giorgio Gallione.

FABIO PETRETTI (PE3TTI)
Sassofonista compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra diplomato in clarinetto, saxofono e musica jazz. Ha collaborato come performer con vari musicisti fra i quali: Evan Parker, Kenny Wheeler, Paolo Fresu, Slide Hampton, Paolo Birro, Fabrizio Bosso, Enrico Rava, Paolo Silvestri, Stefano Bollani, Barbara Casini, Simone Zanchini, Gato Barbieri, Jimmy Cobb, George Russell. Negli anni ha sviluppato metodi didattici molto efficaci che lo hanno portato ad insegnare in vari seminari e corsi fra i quali: Isola Jazz (Albarella), Arquato Jazz (Piacenza), Corso Musicale Estivo (Castrocaro Terme), Festival internazionale del saxofono (Faenza), Summer Jazz Workshop (Bassano). Dal 1997 è docente di saxofono presso il conservatorio di Adria (Ro) dove nel 2004 ha ideato e succesivamente per sei anni coordinato il dipartimento di Jazz.
Nel 2010 ha contribuito a fondare la “Italian Jazz Orchestra” un gruppo composto da 25 elementi (archi, fiati e ritmica) per la quale a composto e diretto una suite dal titolo “Crystal Wall Jazz Suite”. Questa opera, disponibile in DVD, è un ottimo esempio di contaminazione fra diversi linguaggi dove si scorgono forme classiche associate al blues, al funk, alla musica latina e mediorientale. La forte personalità di Petretti votata da sempre alla ricerca si alimenta percorrendo diverse strade: Performativa, Compositiva, Didattica…..
Discografia essenziale:
“The Song Is Ended…But the Melody Lingers On” Fabio Pe3tti Trio – Splas(h) 2007.
“Mozart in Jazz” Trip Saxophone Quartet & Rhythm Section – Splas(h) 2006.
“Blue Berceuse” Ico Manno Quartet – Splas(h) 2005;
“Italiani Si Nasce” Meldola Jazz Band – Z-Best Music 2003;
“Ripescando” T.S.M.N. & Friend- Splas(h) 2001;
“Passo Breve” Valerio Pappi Trio- Z-Best Music 2001;
“Ulisse e L’Ombra” M.J.O. – Print Records 2000;
“The Big Small Band” Z-Best Music 1999;
”Piedi”n”stallo” F.P.Quartetto – Z-Best Music 1999;
“Variazioni Climatiche” T.S.M.N. – Z-Best Music 1999;
“La geometria dell’abisso” Kaos Ensemble- Splas(h) 1997;
“Blues for Bud” Dada Orchestra- Live Iseo Jazz’96;
”Ti Sha Man Nah” Z-Best Music 1996;
“Urt’o Logique” Ivano Torre Quintetto-Unit Records 1995;
“Summertime in Jazz” Ti Sha Man Nah Saxophone Quartet Splas(h) 1993;
”Dies Irae” Marche Jazz Orchestra-Philology 1989;

ITALIAN JAZZ ORCHESTRA
E’ un’orchestra che si propone di sviluppare il concetto di Third stream, termine coniato da Gunther Schuller per definire un jazz contaminato con la tradizione colta contemporanea europea e aperto all’apporto di altre realtà musicali extra jazzistiche. Ibridazione e contaminazione fra le culture, attraverso la musica potrebbe essere la mission che definisce questo progetto.
Oltre a questo si è messo a confronto e fatto dialogare mentalità e competenze musicali che in Italia nella maggior parte dei casi rimangono separate, collaborano infatti in questa orchestra musicisti di estrazione puramente classica, puramente jazzistica e musicisti nella maggior parte dei casi che hanno sviluppato il proprio linguaggio percorrendo altre strade.
Sotto questo punto di vista l’I.J.O, composta da un gruppo di archi (violini, viole e violoncelli), quattro saxofonisti (che suonano anche clarinetti e flauti), due trombe e un trombone, una sezione ritmica composta da pianoforte, chitarra, contrabbasso e batteria/percussioni ed inoltre un ulteriore solista, Fabrizio Bosso alla tromba, si pone come assoluta novità in campo nazionale trovando forse corrispettivi europei con l’orchestra e la big band della radio WDR di Colonia.
Questo progetto è nato nel 2010 all’interno dell’Associazione Musicale Bruno Maderna dalla collaborazione fra Fabio Petretti e Luigi Pretolani che dopo varie esperienze maturate sia in campo jazzistico che classico, per il primo da musicista per il secondo da manager con anni di studi classici sulle spalle, sono riusciti a riunire i musicisti/solisti più interessanti e versatili in campo nazionale. Questa condensazione di talenti si pone come una novità assoluta in campo nazionale e cercherà di diventare un punto di riferimento per altre produzioni musicali che abbiano l’intento di sperimentare nuovi orizzonti.
Il battesimo di questa orchestra è avvenuto con la composizione “Crystal Wall Jazz Suite”, scritta da Fabio Petretti fra il novembre 2010 e il gennaio 2011 su misura per questa orchestra. Essa infatti fonde melodie e linguaggi che si ispirano a varie culture, e cerca d’infrangere i muri spesso invisibili che non permettono il dialogo fra le culture.
Ibridazione e contaminazione fra le culture e contatto tra stili spesso considerati opposti sono la proposta che gli ideatori del progetti fanno per rinvigorire il triste panorama della musica Classica italiana che ha perso la sua centralità nel mondo.
Lo spessore della formazione e del progetto sono una novità assoluta tra le eccellenze del panorama nazionale.
Il progetto si sviluppa sotto la Direzione Artistica di Fabio Petretti.