I solisti de “I Turchini di Antonio Florio” con Pino di Vittorio

25 Settembre – KIEV, Istituto di Cultura Italiana


L’età barocca è stata per la musica napoletana un’epoca d’oro, che ha gettato semi duraturi sul linguaggio futuro di quella civiltà musicale, definendone lo stile e l’orizzonte emotivo. L’amore, il dolore e l’ironia ne sono gli ingredienti essenziali, accanto a una ricchissima inventiva melodica, all’originalità delle soluzioni strumentali, alla prodigiosa continuità fra ambiti “colto” e “popolare”, due livelli praticamente indistinguibili. Così i brani anonimi non sfigurano accanto a quelli di autori oggi spesso misconosciuti, e nel loro tempo giustamente celebri, in una produzione di livello sempre molto alto.

Pino De Vittorio
Pino De Vittorio si è dedicato al recupero della tradizione pugliese con la compagnia “Pupi e Fresedde”, da lui fondata con Angelo Savelli. In seguito è entrato a far parte della compagnia teatrale di Roberto De Simone, interpretando in tournées mondiali ruoli di primo piano nei suoi spettacoli più importanti, da Mistero Napolitano a La Gatta Cenerentola e allo Stabat Mater in memoria di Pier Paolo Pasolini. Impegnato sia nella riscoperta della musica antica, sia nella produzione contemporanea, ha partecipato per il Maggio Musicale Fiorentino alla versione dell’Orfeo di Monteverdi rivista da Luciano Berio, oltre ad avere eseguito con la direzione di Salvatore Accardo Pulcinella e Histoire du Soldat di Igor Stravinskij.
È stato fondatore del gruppo “Media Aetas”, diretto sempre da De Simone, e con Antonio Florio dell’ensemble barocco “La Cappella della Pietà dei Turchini”. Con entrambe le formazioni ha tenuto concerti in tutto il mondo e inciso un’ampia discografia di repertorio sacro e profano.