Concerto Italiano dei Vespri della Beata Vergine

23-24 Febbraio 2016 – Melbourne Recital Centre (recensione)


(The Sidney Morning herald – 24 febbraio 2016)

Concerto Italiano recensione: Notevole esecuzione di un lavoro luminoso

L’interpretazione del Concerto Italiano dei Vespri della Beata Vergine realizza una notevole rappresentazione della musica e dei canti del tempo.

Il Direttore Rinaldo Alessandrini ha perfezionato la sua interpretazione di questo fondamentale capolavoro del Rinascimento fino al punto dove ogni musicista mostra una sicurezza imperturbabile ed esalta ogni superficie sonora.

Mentre le dieci voci coinvolte impressionano, l’attenzione degli ascoltatori è continuamente attratta dai tredici strumentisti che hanno regalato, a queste pagine di quattocento anni fa, un’ispirata vitalità.

Alessandrini stimola quasi ogni cosa e disegna frasi con ardore. Il progredire dell’esecuzione disegna attraverso una lunga e continua parabola, non come una giustapposizione di movimenti separati, questo slancio è meglio illustrato nel conclusivo Magnificat a 7 dove i movimenti si riversano in una dossologia esuberante.

Alcuni interpreti hanno segnato una presenza importante – il tenore Raffaele Giuliani ha brillato nella prima metà della serata, i soprani Anna Simboli e Monica Piccinini hanno mostrato il loro meglio nei duetti  grazie allo splendido sostegno dell’organo da camera di Francesco Moi e la tiorba di Craig Marchitelli ha sorpreso tutti, l’uso del tipico stile picchettato del flamenco applicato al registro grave ha aggiunto un ritmo inaspettato alla tessitura strumentale di questo capolavoro.

Alcuni effetti di echo, un tenore dietro le quinte durante il Coelum Audi, un altro che si esibisce girato verso il fondo per l’ultimo Gloria, un cornetto sul lato della scena piuttosto che dietro le quinte; mancavano del giuste distanze, ma come un corpo, quando tutto è in funzione, come ad esempio nella sospensione del versetto di apertura e di risposta o nell’elaborazione  del salmo Nisi Dominus, hanno realizzato un impatto notevole e elevato, proprio come il compositore intendeva.